Santa Oliva di Anagni e la sua storia in terra polacca: 1700-1831; 2013 e poi (G. Rafiński, Wykład w Anagni 4.06.2017)

   Wykładowi towarzyszyła prezentacja w ppt.

Don Gregorio Rafiński

Santa Oliva di Anagni e la sua storia in terra polacca: 1700-1831; 2013 e poi

 

Introduzione

 

Nella mia presentazione vorrei correggere un’informazione pubblicata su internet. Secondo http://www.santiebeati.it/dettaglio/93386: „Il vescovo Pier Paolo Gerardi accondiscese e, aperto il sepolcro, prese dall’urna di marmo fatta erigere da Anacleto II, un braccio della santa e lo inviò in una teca all’abate di Oliva il 27 marzo 1703. Le reliquie di Anagni, raccolte in un’urna di cristallo, furono esposte in un nuovo altare nella cripta; la chiesa di Oliva è ora la cattedrale della nuova diocesi di Danzica eretta nel 1925”.

               È vero? Dal 1703 fino ad oggi la reliquia si trova nella cripta di Oliwa? Falso! Che cosa è veramente accaduto nel 1703 e in sèguito? Si deve sapere che la storia di Santa Oliva in terra polacca ha due fasi. La prima fase dura dal 1700 al 1831 e la seconda fase comincia nel 2012 e arriva  fino ai giorni nostri.

               Ecco il contesto storico delle ambedue fasi: L'abbazia dei cistercensi di Oliwa fu fondata nel XII secolo. Nel XIX secolo è passata sotto la giurisdizione della diocesi. Nell'anno 1925 fu istituita la diocesi di Danzica; la chiesa conventuale è diventata la cattedrale del vescovo della diocesi di Danzica. Oggi Oliwa fa parte della città di Danzica. 

  

 

Tanti turisti vengono qui per ammirare il famoso organo di Oliwa.

 

 

Parte I. 1700-1831: La prima fase della storia di Santa Oliva in terra polacca

 

 Cominciamo dall'inizio… Ecco la leggenda della fondazione dell'abbazia.

 

Un giorno, il principe Subislao, che governava nel nome del re polacco il territorio chiamato Pomerania, andò a caccia nel bosco. Incontrato un enorme cinghiale scagliò la lancia così malamente, che – caduto da cavallo – si ferì gravemente. Mezzo morto, provò a chiamare i suoi servi suonando il corno, ma senza risultato. Improvvisamente, nel buio del bosco gli apparve una donna, tutta circonfusa di luce, con un lungo vestito, una corona di rose sulla testa e un ramoscello di ulivo nella mano. Con fermezza gli ordinò di rigettare la religione pagana e di diventare cristiano. Poco dopo il principe venne trovato da un misterioso monaco che lo trasportò nel suo eremo nel bosco. Svegliatosi, vide il monaco inginocchiato davanti alla croce e gli raccontò il suo sogno. Il monaco curò il principe e infine lo battezzò. Il principe chiamò quel luogo "Oliwa" in ricordo dell'apparizione della misteriosa donna con un ramoscello di ulivo in mano e poco dopo ordinò di costruire a Oliwa un grande convento[1].

 

A.D. 1700

 

Passano i secoli. Fino alla fine del XVIII secolo la Pomerania con Oliwa facevano parte del Regno di Polonia.

 

               Siamo nell'anno 1700. L’abate Michele Hacki prega il vescovo di Anagni di inviargli la reliquia di Santa Oliva.

L'abate Michele Hacki sapeva che stavano per iniziare i tempi bui della guerra (gli storici la chiameranno la Terza guerra del Nord: 1700-1721). Passavano gli eserciti saccheggiando villaggi e città e minacciando anche il convento di Oliwa e i suoi abitanti. L'abate Michele Hacki, anni prima, quando studiava a Roma, visitando la città come segretario dell'ex regina svedese Cristina si era imbattuto nel culto di Santa Oliva di Anagni. E in quei terribili tempi di guerra  voleva cercare protezione proprio in Santa Oliva. Perciò pregò il vescovo di Anagni di donare al convento di Oliva una reliquia della Santa. Come mai scelse proprio quella Santa dalla lontana Italia?

               - Nella pietà del popolo (così fu a Castro dei Volsci) Santa Oliva fu invocata come protettrice dai pericoli delle guerre e chiamata "la colomba apportatrice di pace. Dal triduo di preparazione alla festa di S. Oliva vergine, protettrice della Terra di Castro dei Volsci: „Nel quinto secolo di nostra salute, essendo la S.Chiesa afflitta per la guerra che a lei moveva l'inferno coll'eresie, nacque nell'inclita città di Anagni da chiarissimi e doviziosissimi genitori la nostra gloriosa protettrice S. Oliva, come colomba apportatrice di pace”.  

               - La missione di S. Oliva assomigliava alla missione della colomba dalla storia biblica di Noè: la colomba portò nell'arca un ramoscello di ulivo come segno della pace, della fine del diluvio. Gen 8,10-11: Noè „di nuovo fece uscire la colomba dall’arca e la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco un ramoscello di ulivo”.

 

A.D. 1703

 

La realizzazione dell'idea dell'abate Michele Hacki si materializzò nell'anno 1703. Il 27 marzo l'arcivescovo Pier Paolo Gerardi invia a Oliwa la reliquia (il braccio) di Santa Oliva. Purtroppo, tre settimane prima dell'arrivo della spedizione, il 4 marzo, era morto a Oliwa proprio l’abate Michele Hacki.

[Sopra: La reliquia di S. Oliva (il secondo braccio) a Trivigliano]

 

1703-1739

 

Per 36 anni la reliquia rimase chiusa nel tesoro del convento. Si può dire che "la colomba portatrice di pace" aveva aspettato quest'arco di tempo per annunciare la pace.

               Attorno al convento soffiava un vento della guerra che coinvolgeva tutti. Appena finita la Terza guerra del Nord (1700-1721), s'avvicinava una nuova guerra: la Guerra di successione polacca (1733-1738). L'abbazia di Oliwa venne però risparmiata. La gratitudine per la salvezza e la preoccupazione per il futuro furono probabilmente i motivi del ritorno all'idea dell’abate Michele Hacki di proclamare Santa Oliva („la colomba apportatrice di pace”) protettrice di Oliwa per il futuro.

 

Il 6 giugno 1739

 

Sotto questa data nella cronaca del convento si trova la descrizione della grande festa dell'introduzione della reliquia di Santa Oliva nella chiesa conventuale di Oliwa. Lo "spiritus movens" della festa fu il priore Ivo Roweder[4].

Ivo Roweder scrisse appositamente per la cerimonia l'Inno a Santa Oliva e il testo per una sinfonia con musica composta da un musicista frate del convento. Iwo Roweder progettò anche un reliquiario d'argento della cui realizzazione diede incarico a Giovanni Jöde, un famoso orefice di Danzica. Fece realizzare anche il magnifico altare di Santa Oliva, tutto d'argento. Dopo aver ricevuto conferma dell'autenticità della reliquia, la festa si svolse il 6 giugno 1739. Arrivarono folle di credenti da tutta la Pomerania per partecipare alla processione con la reliquia dalla chiesa di San Giacomo alla chiesa conventuale. La processione passò attraverso cinque porte trionfali. A ogni tappa della processione veniva suonata della musica. Venivano sparate salve di cannone.  Il giorno dopo fu festa popolare[5].

              

1739-1830: Quasi cento anni di culto di Santa Oliva a Oliwa

 

Per quasi cento anni il culto di Santa Oliva fu vivo non solo a Oliwa, ma anche si propagò anche a diverse altre località. Ogni anno, la domenica dopo la Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo veniva celebrata la Sagra di Santa Oliva. Arrivavano pellegrini da Strzyż, Brzeźno, Jelitkowo, Sopot, Matarnia, Banino, Tuchom (località lontane circa 10 chilometri). Le ragazze portavano ceri che lasciavano nella chiesa conventuale attorno all'altare di Santa Oliva come voto per la ricostruzione dei loro villaggi bruciati durante la guerra dell'anno 1734. Pregavano Santa Oliva che intercedesse per la pace per il convento e per tutta la Pomerania.

               Un anno e mezzo dopo la festosa introduzione di Santa Oliva nella chiesa conventuale, Iwo Roweder, pur rimanendo ancora per 15 anni priore del convento, diventa il preposito della parrocchia di Łęgowo (1741).

 

A.D. 1831

 

Come mai attorno all'anno 1830 registriamo la fine del culto di Santa Oliva a Oliwa? La causa fu il totale mutamento della situazione politica, che colpì sia la Polonia, sia il convento. Nel periodo 1797-1918 la Polonia sparisce dalla carta politica d’Europa. Il 1831 è l'anno di liquidazione del convento di Oliwa da parte dei Prussiani. I pellegrini non trovano piú nella chiesa conventuale l'altare e il reliquiario di Santa Oliva. Piano piano Santa Oliva viene dimenticata. Il luogo dove era l'altare di Santa Oliva da allora rimane vuoto. Alcune guide indicano il luogo in cui probabilmente si trovava l'altare.

Non sappiamo nemmeno in quali circostanze scomparve la reliquia. La cosa importante però è che il culto, pur dimenticato, non venne mai ufficialmente abolito dalle autorità ecclesiastiche.

 

Parte II. A.D. 2013 e nuova fase della storia di Santa Oliva in terra polacca

 

La rinascita del culto di Santa Oliva in terra polacca ha dovuto aspettare fino all'anno 2013, cioè quasi 200 anni. Santa Oliva ritorna in Polonia nelle sue reliquie: a Łęgowo, dove nel frattempo (1765) fu sepolto il priore Ivo Roweder.

 

A.D. 2012: L’impulso è venuto da Trivigliano…

 

L'impulso è venuto direttamente da Trivigliano. Sembra essere la sceneggiatura di un film.

Un giorno il dottor Fabrizio Drago (morto, purtroppo, poco fa) trova su internet l'informazione sul braccio di Santa Oliva mandato l'anno 1703 dal vescovo di Anagni a Oliwa. Vuole approfondire il tema[6]. Il dottor Fabrizio Drago mette in moto una serie di avvenimenti. Informa i suoi amici Chiara Anguissola d’Altoè e Giuseppe Petochi sulla sua scoperta. I signori Chiara Anguissola d’Altoè e Giuseppe Petochi cominciano subito a "riportare alla luce il tema". Contattano il parroco della cattedrale di Danzica-Oliwa. Nei primi giorni del dicembre 2012 la Curia di Danzica mi informa di questa presa di contatto. In questo modo la serie dei avvenimenti mise in connessione la persona di Iwo Roweder, il priore di Oliwa e il parroco di Łęgowo.

 

La lettera del vescovo di Danzica al vescovo di Anagni

 

Il 27 aprile 2012 il metropolita di Danzica arcivescovo Sławoj Leszek Głódź ha inviato una lettera al vescovo della diocesi di Anagni-Alatri Lorenzo Loppa con la domanda se sarebbe stato possibile ricevere una reliquia di Santa Oliva di Anagni come dono per la diocesi di Danzica. La riposta positiva del vescovo di Anagni, confermata dal capitolo della cattedrale di Anagni, è arrivata a Danzica immediatamente, ma la sua realizzazione non fu semplice dal punto di vista logistico.

 

Anagni, 18 giugno 2013: L’apertura del sarcofago

 

I resti del corpo di Santa Oliva furono deposti in un sarcofago rimasto chiuso da piú di cento anni. Il sarcofago si trovava nella camera accanto alla sala del capitolo vicino alla sacrestia principale della cattedrale. Il 18 giugno 2013, su ordine del vescovo di Anagni, il sarcofago è stato aperto[7]. Nel sarcofago si trovav una cassetta di metallo, in cui c’erano le urne[8], la maschera[9] e un tubetto contenente il documento di autenticità delle reliquie e la descrizione dell’atto di trasferimento delle reliquie dalla cripta al sarcofago nell'anno 1899.

 

               Mons. Corretti dopo aver preso da una delle urne una particella (di circa un centimetro) delle ossa di Santa Oliva la mette in una capsula sigillata con il sigillo del vescovo di Anagni.

 

A.D. 2012, Danzica-Oliwa: Il quadro di Santa Oliva nella cattedrale di Oliwa (eseguito a Łęgowo)

 

Qualche mese prima, nella diocesi di Danzica erano cominciati i preparativi per accogliere degnamente la reliquia di Santa Oliva. Alla fine dell’anno 2012 a Łęgowo è  stato eseguito il quadro di Santa Oliva, che il metropolita di Danzica ha ordinato di collocare presso l’entrata principale nella cattedrale di Oliwa, sotto il coro[10].

 

A.D. 2013, Łęgowo: la realizzazione del reliquiario e della vetrata con lo stemma di Anagni

 

Come mai Santa Oliva e Łęgowo? Nella chiesa di San Nicola a Łęgowo si trova la tomba di Ivo Roweder. La chiesa fu costruita da Ivo Roweder[11].

               Nella chiesa di Łęgowo fu realizzato il reliquiario e il trono per portare il reliquiario durante le processioni ed anche la vetrata con lo stemma di Anagni.

 

Giugno 2013: Il viaggio dei diocesani di Danzica in Italia per ricevere la reliquia

 

I diocesani di Danzica si recarono in Italia per ricevere la reliquia. Piccola cronaca del viaggio dei diocesani di Danzica in Italia (per ricevere la reliquia). Prima tappa: Roma.

 

 

Seconda (e principale) tappa, 30 giugno 2013: Cattedrale di Anagni, dove il vescovo di Anagni offre la reliquia di Santa Oliva al delegato del vescovo di Danzica. 

 

 

Il giorno prima, 29 giugno 2013: Trivigliano. Proclamazione del gemellaggio fra il comune di Trivigliano e il comune in cui si trova Łęgowo da parte dei sindaci: Ennio Quatrana e Magdalena Kołodziejczak.

 

30 giugno 2013: Santa Oliva (la sua reliquia) „ritorna” in terra polacca

 

30 giugno 2013: Santa Oliva guardava Danzica alla fine del suo viaggio da Anagni – talvolta dall’aereo …

               Il metropolita di Danzica, l’arcivescovo Sławoj L. Głódź ha consegnato la reliquia di Santa Oliva a Łęgowo.

 

2013 e poi: Santa Oliva giá a Łęgowo

 

Piccola cronaca degli avvenimenti degli ultimi quattro anni:

1) 15 agosto 2013, Łęgowo: L’introduzione della reliquia di S. Oliva durante la Sagra della Madonna di Łęgowo.

 

2) Gennaio 2014: Pellegrinaggio di Santa Oliva a Oliwa con quattro stazioni: nella cattedrale, nelle due altre parrocchie di Oliwa e nel Seminario diocesano.

 

3) 18 gennaio 2014: Come se fosse il 6 giugno 1739… Ricostruzione simbolica della processione con la reliquia di S. Oliva dalla chiesa di San Giacomo fino alla cattedrale di Oliwa

4) Santa Oliva e la festa della proclamazione dell’Uomo della Riconciliazione. La festa si svolge a Łęgowo ogni anno da A.D. 2013. Il 6 giugno 2014 i laureati furono i Signori Chiara Anguissola d’Altoè e Giuseppe Petochi, amici di Santa Oliva.

5) 6 giugno 2014: Come se fosse il 6 giugno 1739… Concerto tenutosi a Łęgowo ed eseguito dal Coro Polifonico Città di Anagni diretto dal Maestro Luigi Brandi. Prima esecuzione dell’inno a Santa Oliva: Testo: Ivo Roweder; musica: Luigi Brandi.


6) „La medaglia di S. Oliva – colomba della pace”: consegnata ogni anno dai bambini del Santuario della Riconciliazione. Il 6 dicembre 2014 ha ricevuto la medaglia Suor Karin Kwiatkowska, la brigidina di Oliwa.

7) 5 giugno 2016: L’inno a S. Oliva (composto da Luigi Brandi) eseguito a Łęgowo dalla Cappella Gedanensis sotto la direzione del maestro Rafał Kłoczko.

8) 2012-2014: Furono stampati i tre libri, in cui si trovano le informazioni su Santa Oliva, nella serie: „Biblioteca del Santuario Della Madonna di Łęgowo, Regina della Polonia, Avvocata della Riconciliazione”[12].

9) 18 giugno 2017: „La medaglia di S. Oliva – colomba della pace” riceverà Signora Felicja Brzęczek, nonna di Jakub Błaszczykowski, L’„Uomo della Riconciliazione e della Pace 2017”. 

GRAZIE, ANAGNI!

 

 

 

[1] Cf. Józef Ceynowa, Dobro Zwycięża, „Legendy z Kaszub i Pomorza”, Gdańsk 1985, s. 113-115; Jerzy Samp, Legendy gdańskie, Gdańsk 1992; Franciszek Mamuszka, Oliwa. Okruchy z dziejów, zabytki, Gdańsk 1985.

[4] Gli storici lo ritengono una delle figure più illustri della Pomerania del XVIII secolo. Fino ad oggi i ritratti di Ivo Roweder sono conservati: nella sacrestia della cattedrale di Oliwa (1738) e nella chiesa di San Nicola a Łęgowo (1765).

[5] Cf. Annales monasterii Oliviensis ord. Cist. aetate posteriores, curavit P. Czaplewski, Toruń 1916-1919, p. 506-519.

[6] Mi sono state inviate le parole scritte dal dott. Drago, che sono una prova del suo amore verso Santa Oliva e una sorta di suo testamento spirituale. Lui scrisse: "Ho l'impressione che Santa Oliva, tramite le nostre modeste persone, voglia riacquistare un po' di visibilità. Certamente non una visibilità fine a se stessa, ma che abbia lo scopo, se invocata, di migliorare la nostra qualità della vita spirituale e materiale".

[7] L'apertura del sarcofago si svolse sotto la cura del cancelliere Claudio Pietrobono e del preposito del capitolo della cattedrale di Anagni Marcello Corretti. Le foto che documentano questo avvenimento sono state fatte da Mons. Marcello Corretti.

[8] Le urne sono contrassegnate come: "S. Olivae Virginis ossa maiora", "S. Olivae ossa minora", "S. Olivae ossa minima", "S. Olivae Virginis cineres".

[9] Un calco in argilla del viso di Santa Oliva impresso dalla scultura di Santa Oliva che si trovava prima nella cripta.

[10] Possiamo confrontare l'incisione realizzata in Italia nel XVIII secolo con il quadro della cattedrale di Oliva. La Santa tiene nelle mani la miniatura della cattedrale e un ramoscello di ulivo. Attorno alla Santa vediamo dipinte le parole: „Santa Oliva di Anagni, protettrice di Oliwa, prega per noi”. Nel quadro si vedono anche le tre persone piú meritevoli per quanto riguarda il culto di Santa Oliva in Polonia: l’abate Michele Hacki (1703), il priore Iwo Roweder (1739) e l’arcivescovo Sławoj L. Głódź (2012).

[11] Dal 2008 è stata proclamata santuario della Madonna di Łęgowo, Regina della Polonia, Avvocata della Riconciliazione (la corona della Madonna di Łęgowo fu benedetta dal cardinale Tarcisio Bertone il 1.05.2009 a Straszyn).

[12] Iwo Roweder. Życie dla dla Boga i dla bliźnich (Ivo Roweder. La vita per Dio e per i prossimi), red. G. Rafiński, Pelplin 2012; Święta Oliwio, wypraszaj pokói naszym dniom! (Santa Oliva, interceda per la pace per i nostri giorni!), red. G. Rafiński, Łęgowo 2014; Człowiek Pojednania 2013 i 2014, (Uomo della Riconciliazione 2013 e 2014), red. G. Rafiński, Łęgowo 2014.

 

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